Come wikipedia testimonia, “la mountain bike (spesso abbreviata in MTB, acronimo di Mountain/Trials Bike o Mountain Trail Bike; in italiano, rampichino) è una bicicletta strutturata in maniera da potersi muovere anche fuori da strade asfaltate, sia in salita che in discesa“. Qui parliamo di un percorso schematizzato come C7 davvero turistico da fare senza particolari patemi e sofferenze, se non l’ansia di scegliere dove fermarsi per fare una foto suggestiva. E’ un percorso che ha due varianti sostanzialmente, perchè al ritorno il ciclista condominiale (ossia quel particolare atleta che non ha esigenze particolari di battere qualche record) può anche ritornare verso Colle di Nocera Umbra seguendo la via dell’ andata. Sostanzialmente parliamo di un tragitto che se effettuato in indole turistica assorbe un oretta di tempo, con circa 10/15 km da percorrere su un strade agevoli per lunghi tratti asfaltate e comunque location interessanti da vedere, al di là dei classici cartelli vendesi che affiorano spesso durante il percorso sintomatici di visionari scenari futuri permeati di città fantasma (la popolazione di queste frazioni inserite nel CAP 06025 é prevalentemente anziana). Ma per fortuna la bicicletta di suo può mettersi in gioco e valorizzare il territorio anche se non è periodo di felici congiunture astrali dal punto di vista economico: giunge voce alla redazione di Umbriaway Consulting che è in progetto la realizzazione di una lunghissima via ciclabile che dovrebbe valorizzare tutto l’appennino da Fossato di Vico a Foligno passando da Gualdo e Nocera Umbra con un ente regionale disposto a stanziare cifre impegnative per dare impulso a nuove soluzioni per il turismo. Inutile dire che frazioni come Colle di Nocera Umbra o anche quelle citate nella gita segnalata come percorso random “c7” (con particolare riferimento a un riquadro di una delle sessantaquattro caselle contenute in una scacchiera composta da un quadrato contenente otto colonne e otto traverse, soluzione che abbiamo usato grazie alle coordinate incrociate per dare ordine alla toponomastica dei percorsi possibili) diventano nel periodo che va da Maggio a Settembre dei luoghi fantastici paragonabili al Nexus del Comandante Kirk (a capo della mitica astronave della old serie Star-Trek, denominata NCC 1701 A) quando in Generazioni lo vediamo immergersi con un’ ascia in mano in una insana beatitudine in un Nexus autoreferenziale formato da valli verdi e casette agricole con tanta legna da spaccare: https://it.wikipedia.org/wiki/Generazioni_(film) , in ogni caso la formula BICI + TURISMO da rivitalizzare ha un successo automatico. Ma torniamo al percorso. Fatta la discesa della zona industriale di Colle che tanti fasti e splendori distribuì in passato, lasciando poi la botte vuota e la vigna a secco senza nemmeno la moglie ubriaca, ci si immerge nel bivio prima di quello di San Biagio dove troneggia la segnalazione Molina che dopo un paio di KM dopo una segheria sulla destra porta alla piazza centrale che riassume anche un aggregato compatto di tutto il paesello (inutile quindi fare domande sceme alla barista del tipo: “mi scusi ma a Molina come ci si arriva” perchè la risposta potrebbe essere imprevedibile e scontata). Per gli affezionati del regime gastro intestinale da fagocitare sulle due ruote la buona notizia è che vocabolo MOLINA dispone appunto di un Bar sulla piazza principale e con un occhio periferico mentre la pizzetta viene strafocata ci si accorge che il paese è tutto intorno all’ unica piazza, tanto che a pochi metri sulla sx troviamo anche una chiesetta. In ogni caso il luogo ha anche un ampio parcheggio ed è un oasi di serenità e di pace, proprio come si riscontra guardando il comandante Kirk assuefatto dal Nexus in Generazioni. Fatta una pausa a Molina per scattare qualche foto si riprende in sella la bici e si attraversa il ponte dove un acqua verde gorgogliante allieta il passaggio e si svolta a sinistra. Siamo di fronte a un percorso prevalentemente pianeggiante e dopo due/tre km si arriva in località ISOLA riconoscibile dalla presenza di un sottopassaggio. Superato il sottopassaggio si va a sinistra e dopo un km si può andare a curiosare sulla frazione ISOLA BASSA dove esiste la chiesa locale che è stata completamente ristrutturata dopo il terremoto e dove a fianco c’è una antica fontana, forse anche essa ristrutturata in stile antico, dove il ciclista può rigenerarsi e ritrovare ristoro riempendo la sua borraccia. Sopra la chiesa c’è ISOLA ALTA che data la nostra avversione per le salite troppo intense che procurano emozioni troppo forti abbiamo deciso di evitare, ne consegue che il percorso va ulteriormente ampliato ed esplorato perchè alcune voci di corridoio ad esempio asseriscono che da qui è possibile raggiungere la frazione di Ponte Parrano dove costeggiando la ferrovia si può percorrere una strada molto agevole fino alla stazione di Nocera Umbra Scalo (verifica da inserire in agenda come nota per le prossime gite, perchè in effetti le stradine che si snodano da queste frazioncine sono tante e sembrano portare ovunque!). Ok ti sei rigenerato con la fontanella locale, hai fatto le foto, hai respirato aria buona, prima ti sei sparato anche cappuccino e brioches e pizzette di rito davvero non ti resta che telefonare a KIrk , alias William Shatner, https://it.wikipedia.org/wiki/William_Shatner , per dirgli che lo sostituiamo nel Nexus per l’eternità! A questo punto il ritorno è agevole e piacevole come all’ andata e tornando al crocevia Molina siamo a un bivio, dopo due km a destra torniamo a Colle di Nocera Umbra transitando davanti a JP Industries che tanto bene fece in passato mentre a sinistra si procede verso il ristorante il Mulino e via Carticina per arrivare dopo circa 3 Km circa a vocabolo Gaifana, dove oltrepassato il Ponte e la via Flaminia con cautela (la sicurezza viene prima di tutto quando si va in bici) ci si immerge verso la famosa salita di Colle San Angelo che tanti problemi causa a tutti i ciclisti condominiali (almeno idealmente per la scomoda prospettiva che offre in origine) ma che non risulta però proibitiva se la si fa sempre con un atteggiamento turistico. Da qui si rientra a Colle Alto tramite la stradina di campagna tematica sulla destra in fondo alla salita. In sostanza abbiamo fatto una bella scorribanda visitando due frazioncine carine ricche di storia locale da approfondire e di scorci suggestivi che non conoscevamo senza affaticare con crampi la nostra muscolatura da sportivi condominiali che hanno da poco ripreso a pedalare. Il percorso c7 ha difficoltà zero sostanzialmente, le criticità sono sempre legate alla gestione della via Flaminia principale dove le auto transitano veloci, ma che in questo caso dobbiamo solo attraversare un paio di volte con attenzione senza percorrerla.

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