Le recensioni dislessiche cinematografiche di UmbriaWayNoir: identità violate ci arriva alla sufficienza?

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Identità violate é un film del 2004 con la Joile e un cast di comprimari attori alfa dai nomi quasi altisonanti: XXX, xxx, etc. Che voto dare a questo film regia DJ CAruso? Gli attori si calano nella parte? Propongono una recitazione intensa e coinvolgente? La Joile ci fa vedere le labbra carnose da peccaminosa eva tentatrice? La trama ha una solida colonna portante? C’è ritmo incalzante nella sceneggiatura, le cose funzionano, cono verosimili? Insomma de che stemo a parlà eh?! Iniziamo tutto da capo. La trama ci fa vedere un antagonista che ha un volto e una storia personale e che quindi é disvelato allo spettatore (questo toglie molto dell’ intrigo mistery al film) che va a zonzo a ribare l’identità degli altri, eliminando fisicamente delle persone che hanno fisicamente delle caratteristiche simili alle sue per prendere il loro posto e immedesimarsi empaticamente con il loro lavoro e la loro vita. id_vioMa é empatica  anche la protagonista che nell’ incipit del film si sdraia di notte dentro la terra dove é stato prelevato poche ore prima diurne un bel cadavere certificato, che é la nostra Jolie Angelina che non ha grandi cifre da mostrare sulle rotondità anatomiche ma che viene sfruttata dal regista con dei primi piani del volto che vogliono spudoratamente ipnotizzare lo spettatore sensibile alle delizie della artefatta diva (questo é un altro aspetto negativo, l’intenzione di esercitare pressione sullo spettatore facendo leva sull’ appariscente conturbante presenza della diva  dallo sguardo languido é un caricato effetto manipolatorio). La trama funziona nella finction anche se questo edipico fratello gemello frustrato che impazzisce per mancanza di considerazione infantile non é verosimile nel mondo reale. Ci sono degli elementi di tensione e questo depone a favore del film, i colpi di scena rivitalizzano e nel complesso la sufficienza viene ampiamente meritata dal regista ma da qui a dire che l’eccellenza era alla sua portata ce ne corre. Alcune idee sono incisive (notevole é la scena dell’ ascensore in cui la detective scopre di avere preso un granchio andando a letto con l’assassino seriale in cui viene catapultata in un tunnel disorientante che sradica lo spettatore dalla terra insieme alla protagonista) ma nel complesso l’idea che non ci sia alcun mistero da risolvere penalizza come escamotage narrativo l’intera costruzione. Il film non va oltre al 6.5, ma solo per l’interesse di genere thriller per UmbriaWayNoir, ma il voto é opinabile e soggettivo, alla prossima recensione!

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